Pianti e capricci

Premetto che non sono psicologo, psichiatra o nessun altra figura similare. Ho e sto studiando Programmazione Neuro Linguistica da 5 anni e questo studio mi sta facendo aprire gli occhi su moltissime cose che fino a un pò di tempo fa reputavo vere, ora invece che le vedo, osservo da punti di vista più profondi, non sono come un tempo.

 

Sono istruttore di nuoto, lavoro anche con bambini dai 3 anni in su. Spesso entrano in acqua dei piccolini che hanno paura perchè per alcuni è la prima volta che lasciano la mamma e stanno con uno sconosciuto, hanno paura dell'acqua (a quell'età la paura dell'acqua è legata al parto) ... o altri motivi. La prima reazione qual'è secondo te? Capricci oppure veri e propri pianti.

 

A me hanno sempre insegnato che "...puoi piangere quanto vuoi....tu fai ciò che dico io!", oppure "....piantala, sono solo capricci!"

Ti chiedo una cosa, torna per un attimo a quando eri bambino, sicuramente c'è una situazione che ti ricordi in cui tu facevi i capricci o piangevi perchè non volevi fare una cosa. Ora che hai in mente questa situazione, rivivila!

 

Perchè piangevi o facevi i capricci? Cosa si nascondeva dietro a quel comportamento che un adulto non ha voluto proprio capire?

 

Normalmente io mi metto contro 3/4 d'istruttori di nuoto e docenti, però è ora d'iniziare a capire a fondo il mondo dei bambini. Dietro a un pianto o a un capriccio, c'è un messaggio che il bambino sta mandando, forse non te lo dice apertamente perchè ha paura...non riesce...non lo conosce nemmeno lui (i bambini piccoli non lavorano ancora a livello razionale), tocca a te adulto, aiutare il bambino, sapendo che la sua richiesta molte volte è "....faccio ciò che vuoi tu, ma per favore fammelo fare a modo mio!"

 

Nel relazionarmi con i bambini ho imparato che spesso i traumi glieli creiamo noi. Un docente, un istruttore, un genitore non può forzare un bambino se questo piange disperato, non può! Se lo fa può creargli un trauma a livello inconscio.

 

Le neuroscienze hanno scoperto che durante la fase di apprendimento, i bambini e anche gli adulti, registrano inconsciamente l'emozione che stanno vivendo in quel momento. Ora, puoi fare 1+1=2 senza che ti dica io perchè stiamo sbagliando tutto?!

 

Nel mio caso, quando vedo che un bambino fa una resistenza di questo tipo, pretendo che la mamma o il papà entri in acqua con il bambino. L' obiettivo principale sarà quello di avere la fiducia del piccolo per poi fare in modo che inizi la fase del distacco dal genitore. Così facendo, in circa 4/8 lezioni (è soggettivo) questo traguardo viene raggiunto senza traumi da parte del bambino.

 

La frase "...non serve fare i capricci..." non serve a nulla, anzi, rischia di metterti in un contesto di sfida ancor più grande perchè il bambino non si sente compreso e tu adulto, imponi dittatorialmente, la tua esperienza che per ovvi motivi non va bene a una creatura così piccola!

 

Daniele

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